Nicola Iantomasi

Chi sono

Mi chiamo Nicola Iantomasi, ho lavorato per più di quattro anni nell’ambito della gestione dei dati, prima contribuendo a progettare, sviluppare e manutenere il DataWarehouse di un’importante banca online e in seguito come consulente in progetti di Data Management per le principali compagnie assicurative italiane. Il 1 febbraio 2019 ho deciso di unire le conoscenze acquisite sul mondo del lavoro con il mio amore per la didattica fondando Yimp – La scuola dei dati.

Sono un IT Trainer certificato Microsoft Certified Solution Expert con più di mille ore di esperienza di didattica presso aziende, privati e centri di formazione finanziata. Ho supportato commercialisti, medici, psicologi, liberi professionisti, tesisti, assegnisti di ricerca, studenti e importanti aziende in progetti formativi o di sviluppo sul Data Management.

Le tematiche oggetto dei miei corsi e lezioni sono relative al mondo dei dati:

  • database relazionali (SQL Server, Oracle e MySql)
  • database non relazionali (MongoDB)
  • relativi linguaggi di programmazione SQL, T-SQL, PL-SQL e NoSQL
  • Python per l’analisi dei dati e il Machine Learning
  • Microsoft Excel e Access
  • l’Agile Project Management

Il core principale delle mie competenze è il tuning di query e la programmazione avanzata in T-SQL sul database SQL Server.

Dal 2022 creo regolarmente contenuti didattici, ho pubblicato più di 130 articoli sul blog di questo sito e ho registrare oltre 60 ore di video-lezioni.

Il mio personale “marketing etico”

Ci tengo molto in questa sezione a parlarvi dei miei valori, che tengo sempre a mente quando promuovo i miei corsi. Penso siano temi su cui un qualsiasi formatore dovrebbe porre la massima attenzione, a prescindere dall’ambito. Voglio mettere questa parte in forma scritta anche per me stesso, in modo tale che se un giorno me ne dovessi allontanare, potrò sempre tornare qui a leggere questi principi. Una premessa importantissima:

non voglio assolutamente attaccare colleghi o altri siti web che lavorano diversamente da me. Questi sono i miei personali valori, non ritengo di possedere nessuna verità assoluta. Se altre formatori non li condividono, non vuol dire che io sia migliore di loro, che io sia nel giusto e loro nel torto, né tantomeno che loro si comportano in maniera scorretta. Ci tengo solo a rendere partecipi voi lettori di cosa c’è dietro le mie personali scelte nella comunicazione che uso per promuovere i corsi. 

Ecco allora alcune scelte di marketing/comunicazione che ho fatto.

Eliminare dai nomi del corso qualsiasi riferimento fuorviante alla formazione accademica/universitaria. Su questo sito ad esempio non troverete mai la parola master. Ripeto nuovamente quanto scritto, non sto dicendo che chi usa master lo faccia in cattiva fede, anzi penso che abbia tutto il diritto di farlo, basta leggere cosa dice la Treccani. Tuttavia non vedo proprio la necessità di voler dare un senso di “accademico”, “professionale”, “ufficiale”, che in realtà potrebbe essere in alcuni casi anche solo una questione di forma e non di sostanza.

A me piace chiamare master quello che fai all’università, il mio sarà un “corso”. Un corso nella cui realizzazione metterò tutto il mio impegno possibile come docente, per farlo risultare addirittura migliore nei contenuti di un master universitario! Ma per questo devo ricorrere alle mie skill e alle mie esperienze, non a una parola nel titolo.

Evitare riferimenti espliciti e martellanti al “trovare il lavoro”.  Anche qui, non fraintendetemi. Io ce la metto tutta per fare dei corsi che effettivamente aiutino le persone a trovare lavoro o a migliorare la loro posizione. E devo anche dire che questo è già successo molte volte (puoi leggere qui le mie recensioni verificate). Ma lo faccio selezionando accuratamente gli argomenti, impostando i corsi in maniera al 100% pratica, restando aggiornato sui trend, proponendo progetti ed esercizi per prepararsi ai colloqui o crearsi un portfolio.

Non mi va proprio giù l’idea che io per vendere i miei corsi debba fare leva sul fatto che dopo “troverai lavoro”. Lo trovo un corto-circuito. Se con il mio corso ti potessi garantire il lavoro, allora vuol dire che sei stato già assunto e quindi non stai pagando un corso ma stai pagando per lavorare? Ma a parte queste considerazioni, io voglio vendere i miei contenuti sull’analisi dei dati, non “la promessa di svoltare vita” o “trovarti il lavoro”. Io non lo trovo di buon gusto. Ma è una visione personale, ripeto di nuovo, personale. Nessuno attacco a chi la pensa diversamente. Quello che posso dirti è che nel fare i corsi io ce l’ho messa tutta per fare in modo che ti siano davvero utili.

Veniamo all’ultimo punto. Un po’ più giù in questa pagina troverete le mie certificazioni. Ad esempio vi dirò di essere certificato Oracle Database SQL Certified Associate, Microsoft Certified Solution Expert, eccetera. Ma che cos’è una certificazione informatica? Come ho fatto ad ottenere quelle certificazioni? Vi scrivo i miei pensieri personali a riguardo, ripeto che sono personali. Allora, secondo me una certificazione informatica è ciò che si ottiene superando un test proposto da una realtà del settore conosciuta in ambito internazionale. Quindi ad esempio io ho ottenuto la certificazione da Oracle superando un esame di SQL proposto da Oracle (non ho dovuto pagare nessun corso, solo l’esame). Altre realtà che erogano certificazioni sono Microsoft, Salesforce, PMI. In questi termini, anche una laurea è una sorta di mega certificazione.

Se è questa la definizione di certificazione informatica, allora non vi rientra nessun “documento” che riceverete alla fine di (mettiamo per sicurezza un quasi) qualsiasi corso di formazione. Alla fine riceverete un documento che prova la vostra partecipazione, più user-friendly della fattura, ma non una “certificazione”, almeno secondo la definizione precedente. Che poi quel corso vi potrebbe cambiare la vita lavorativa resta indubbio, ma ora stiamo parlando solo del termine “certificazione informatica” dal punto di vista semantico, non dell’effettiva importanza.

Un’altra possibile definizione di certificazione sarebbe: una certificazione è qualcosa che ha valore all’interno di un concorso pubblico. Per quanto questa definizione sia di base condivisibile, personalmente la ritengo poco interessante per le certificazioni informatiche. Vi racconto un aneddoto. Quando nel 2019 lasciai il mio lavoro da dipendente per lavorare in proprio come formatore, mandai anche la richiesta per fare le supplenze nelle scuole. Ai tempi ero già certificato Microsoft Solution Expert. Scoprii però che i punti in più ottenuti in graduatoria per le mie certificazioni informatiche non erano dovuti agli esami appena fatti su interrogazione, amministrazione e progettazione di un database, ma a un’altra serie di esami fatti durante le scuole superiori a 16 anni (e io ero uno di quei sedicenni che aveva difficoltà a collegare la stampante e usava il PC solo per giocare).

Certo, lo studente deve avere prove tangibili di quanto imparato, ma questo si fa con un approccio “Learning by doing”, assegnando esercizi a casa, contestualizzando le spiegazione in casi reali, proponendo progetti da fare in autonomia e pubblicare su siti specializzati, non con un pdf finale con la scritta “certificazione numero 862830216”. Per tutte queste ragioni non pubblicizzo il rilascio di nessun certificato con i miei corsi. Anzi alla domanda “rilasci una certificazione?” nel dubbio preferisco rispondere di no. Rilascio sicuramente, oltre alla fattura, un documento in cui dichiaro che avete seguito il corso, nel classico “formato rettangolare”. Se questo sia anche un “certificato” non saprei dirvi, non so qual è la definizione universale di certificazione, quindi nel dubbio no. Sicuramente i miei corsi non rilasciano punteggio per concorsi pubblici, ma se aveste bisogno di quelli, vi consiglierei comunque altri corsi che trattano temi molto più semplici di quelli che propongo io.

Per l’ultima volta, dico che questi sono i miei pensieri personali, non metto in dubbio che il corso di formazione del mio collega X rilasci effettivamente una certificazione, ma da buon ex studente di matematica mi piacerebbe sapere allora la definizione di certificazione informatica.

Le mie certificazioni 🙂

Ho conseguito le seguenti certificazioni sul mondo dei Database e del Project Management, verificabili ai link https://www.youracclaim.com/users/nicola-iantomasi/badges, https://www.scrum.org/user/375183,  https://www.axelos.com/successful-candidates-register https://catalog-education.oracle.com/pls/certview/sharebadge?id=B85900ABC64190C2E09B18B36B8D6A695B2B4DD489D960E67374BC65516F67DB

Microsoft Certified Solutions Expert: Data management and analytics

Microsoft Certified Solution Associate: SQL 2016 Database Development – Certified 2019

Microsoft Certified Solutions Associate: SQL Server 2012/2014

Oracle Database SQL Certified Associate (exam 1Z0-071)

Professional Scrum Master I (Scrum.org)

PRINCE2 2017 Foundation (AXELOS Global Best Practice)

Certified Associate in Project Management (CAPM)® (Project Management Institute)

Qual è il significato di Yimp?

Questa domanda mi viene fatta molto spesso! Yimp è l’abbreviazione di Your Improvement, in quanto ho sempre sostenuto l’idea che tramite la didattica e la formazione sia possibile portare un miglioramento e arricchimento nella vita delle persone, sia per lo studente e sia per l’insegnante.

Social

Se vuoi puoi seguirmi su Linkedin dove condivido gli articoli che scrivo sul blog di questo sito e sul mio canale YouTube. Infine, nei miei repository di GitHub trovi vari progetti che ho sviluppato sull’analisi dei dati.

La mia offerta formativa

– Ho ideato e creato La Scuola dei Dati: una piattaforma didattica specifica per Data Analyst, composta da una libreria di più di 60 ore di video lezioni, incontri di gruppo in diretta streaming, quiz, esercizi e progetti su cui ricevere feedback personalizzati.

– Erogo corsi per studenti, aziende e centri di formazioni.

– Ho scritto un manuale SQL acquistabile in formato eBook su Amazon.

Contattami

CAPTCHA immagine

Questo ci aiuta a prevenire lo spam, grazie.

Torna in alto
Torna su